Tema: IL MIO PRIMO CONCERTO. Svolgimento:

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(il pretesto di questo post – che mi fa tornare a scrivere qui dopo mesi – è quest’altro post di @disappunto su Bastonate – do per scontato che sappiate cosa sia Bastonate e che abbiate già letto altri post simili e migliori del mio nella giornata di oggi, 11 settembre)

Scrivere del proprio primo concerto può essere qualcosa di molto nostalgico e quindi di molto pericoloso e posticcio. Mi sforzo di non cascarci, ma viste le premesse sarà difficile: il mio primo concerto fu di quella che era, e tuttora È  – a dispetto di un paio di cose chiamate dischi brutti, breakup e crescita (la mia) – la mia band preferita: i R.E.M. (sì, io sono uno di quelli che non dice ar-i-em). Non solo: ero con i miei due migliorissimi amici di allora, avevo sedici anni ed era la nostra prima esperienza del genere, in mezzo a tanta gente, lì apposta per vedere una rock band. Ok, forse avevo già visto un po’ per caso qualche altro concerto (azzardo Afterhours beccati per caso quando iniziavo a frequentare il Velvet), ma mancava la consapevolezza, il rito di formazione.
Era il 23 luglio 2003, ci accompagnarono allo stadio di Ancona (da Rimini) mia sorella e il suo futuro marito, a cui penso dei R.E.M. non fregasse un cazzo ma che accettarono di farci questo favore. Il patto era che loro stessero lontani da noi, ci si ribeccava a fine concerto alla macchina.
Un paio di anni prima mi ero trovato casualmente tra le mani una copia masterizzata di Automatic For The People. Il passo dopo fu comprare Murmur, allegato a Tv Sorrisi e Canzoni (una cosa – intendo TvS&C e Murmur – che se ci ripenso adesso mi scoppia il cervello), poi ho riempito lo spazio tra quei due dischi e poi sono arrivato ai dischi dopo. Per inciso, l’ultimo disco uscito allora era Reveal, 2001: per me rimane l’ultimo disco onesto dei R.E.M.
Insomma, arrivavo a quel giorno di luglio all’apice della mia remmianità: ancora non sapevo cosa avrebbero significato per me le loro canzoni più avanti, negli anni più maturi, ma come si è in fotta per una band a 16 anni non lo si è più.
Una cosa pazzesca di cui all’epoca non mi resi conto: ad aprire c’erano gli Sparklehorse, che credo stessero portando in tour “It’s a wonderful life”; io all’epoca non li conoscevo e guardavo con disinteresse a quel tipo strano (Mark Linkous, ti penso forte). Ma allora non importava nulla: eravamo lì solo per i R.E.M.
Non mi dilungo sul concerto. Chi conosce i R.E.M. sa come suonavano in quel periodo, un live un po’ baraccone anche se non ai livelli di Monster, compensato da una scaletta che faceva paura. Ricordo Michael Stipe con una striscia vistosa di trucco rosso tutto attorno agli occhi; uno striscione che citava un verso di “I Believe” che portarono sul palco; e io che speravo (o gridavo?) che facessero “Sitting Still”, il mio pezzo preferito di Murmur, e lo fecero, “I can hear you”.
A fine concerto abbiamo trovato mia sorella e cognato e ci siamo infilati in macchina per imbottigliarci nel traffico. Io avevo anche preso una maglietta tarocca dei R.E.M. , una cosa a ripensarci ora inguardabile, rossa e nera con il testone pelato di Stipe che spiccava nel mezzo. Mia mamma sbagliò il lavaggio e la maglietta si disintegrò la prima volta che la misi. All’epoca fu una piccola tragedia, ma me ne dimenticai in fretta.

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2 pensieri su “Tema: IL MIO PRIMO CONCERTO. Svolgimento:

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